Da grande voglio fare l’asterisco

Posted on 26 marzo 2012

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Da grande voglio fare l’asterisco. Voglio essere un punto fermo col ciuffo sempre in sesto. Voglio spiegare bene le cose che non si capiscono, avere la pazienza di dire che alcune cose significano altre e che non servono le certezze. L’asterisco, sì, perché: non si può? Voglio, con garbo: sia chiaro, allungare i testi con informazioni preziose, da sussurrare a bassa voce (mi accontento anche di quando mi ficcano in basso in basso, nonostante quello che dico sia tanto importante). Voglio essere un riferimento continuo: ecco, un punto di riferimento sarò. Un asterisco voglio essere perché sto un po’ più in alto delle lettere e quasi le illumino, ma mica me la tiro per questa dote: ed anzi so che devo sempre starci attaccato – alle parole – per avere io stesso un senso. Da grande voglio fare l’asterisco, tanto che – se mi offrissero un posto fisso da punto e virgola – rifiuterei all’istante.

Il mestiere che non vorrei fare da asterisco è quello che mi mettono accanto ai nomi e spiego chi sono le persone o mi mettono attaccato al cognome di un ospite famoso eppoi in basso per dire “in attesa di conferma” – tanto lo sanno tutti che quello non ci viene e lo hanno scritto sul manifesto solo per rendere più accattivante una cosa più noiosa di una parentesi quadra. Antipatico non voglio essere, noi asterischi ci piace di dire le cose per filo e per segno e di essere pragmatici: abbiamo sei – dico: sei – braccia non a caso, e non me ne voglia Vishnu o chi per Lei: ma noi siamo abituati a darci da fare come dei dannati. Non mi piace quando mi usano perché le tastiere non hanno il coraggio di scrivere cose come ‘cazzo’ o ‘fanculo’, e mi mettono in mezzo a me che non c’entro proprio niente. Da grande voglio fare l’asterisco perché, trai tanti motivi, c’è una cosa che mi emoziona ed è il mio secondo lavoro. Lo saprete tutti: io, per passione, moltiplico. Tipo prendo un numero, una cifra, una quantità e la faccio crescere. Faccio per tre, insomma. Dal punto di vista professionale, non mi farei mancare nulla – che gran cosa la moltiplicazione. Voglio fare l’asterisco perché sogno di essere una stella, piccola e gigante, ma timida e combattiva. Sincera, perchè a dire le bugie proprio non ci riesco, avete infatti mai visto un asterisco collegato a una menzogna? Anche per questo, da grande, speriamo che finisce come dico io. Eppoi, ma non ditelo alla mia fidanzata: vi prego, da un po’ di tempo ho scoperto che tipo sarei anche un bacio schioccato con timore virtuale. Mi infilano nei messaggi, volo lontano, mi tuffo dentro labbra lievi. Un bacio, no: non mi aspettavo che, per spiegare le parole (perché – ribadiamolo – io nasco come ficcanaso specializzato nel dire che una cosa in realtà significa un’altra), sarei finito con l’essere un muacch! fugace. Non che la cosa mi spiaccia, anzi. Da grande voglio fare l’asterisco, e per me è una sfida continua. Considerato che devo crescere tanto, io che ora sono solo. Un punto.

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