Mezzo milione nel 2005, per il Forum Giovani che non lo sono

Posted on 4 dicembre 2011

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Antefatto: la neoministra al Lavoro ed alle Pari Opportunità Fornero ieri è parsa infastidita dalla totale assenza di donne al momento di incontrare la delegazione del Forum Nazionale dei Giovani cui si intendeva presentare le anticipazioni sulla nuova manovra economica elaborata dall’Esecutivo Monti. Niente donne, dunque, «se neanche i giovani hanno la consapevolezza che il contributo delle donne deve essere valorizzato, non si riesce ad andare da nessuna parte. Questo è un atteggiamento culturalmente sbagliato», ha dichiarato all’inizio dell’incontro – che si è comunque tenuto, a differenza di quanto riportato da alcune testate nazionali secondo cui la ministra, irritata, avrebbe abbandonato i lavori cui partecipavano i “ragazzi” del Forum Nazionale dei Giovani.

Forum Nazionale? Si sa troppo poco di questo comitato balzato agli onori delle cronache nel corso delle consultazioni per la designazione del nuovo premier, all’indomani delle dimissioni del Cavaliere Berlusconi. Abbiamo provato a capire meglio di cosa si tratti e chi ne faccia parte. Intanto è utile sapere che i membri del comitato di coordinamento hanno l’età media di trent’anni e qualche mese: al ministro bisognerebbe forse far presente che, in quel forum, oltre alle donne mancano pure i giovani. Tuttavia i criteri anagrafici sono formalmente rispettati: sotto i 35 anni si è considerati «young» anche dall’YFJ, il Forum Europeo della Gioventù. Il giocattolo non è gratis: si può fare un giro sulla giostra alla modica cifra di 350 mila euro. La legge del 30 dicembre 2004, n. 311 (rubricata “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, finanziaria del 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre) al comma 153 del primo articolo stanzia «una quota di 500 mila euro per l’anno 2005 per l’istituzione di un Fondo speciale al fine di promuovere le politiche giovanili finalizzate alla partecipazione dei giovani sul piano culturale e sociale nella società e nelle istituzioni». Al comma successivo del testo legislativo si chiarisce che «il 70% della quota del Fondo di cui al comma precedente è destinato al finanziamento dei programmi e dei progetti del Forum nazionale dei giovani, con sede in Roma. Il restante 30 per cento è ripartito tra i Forum dei giovani regionali e locali».

L’obiezione dei ragazzi della delegazione al rilievo della ministra è suonata così: «Vero che nella nostra rappresentanza non ci sono donne, ma anche dall’altra parte del tavolo oggi ce n’era una sola. Al congresso che ci ha eletto c’erano anche donne candidate (due per l’esattezza, una delle quali sconfitta con lo scarto di un solo voto, ndr) ma non sono state votate. Ci auguriamo che al prossimo la rappresentanza femminile sia numerosa». Al telefono giurano di volersi sottrarre alla polemica sulle quote rosa: «Non vogliamo mica farci promotori di un manuale Cencelli dei sessi?». In realtà si scopre che di spartizioni – nel Forum – se ne intendono, basta passare in rassegna gli eletti nel comitato centrale. Del Forum – nato ufficialmente il 26 febbraio 2004 e riconosciuto con la Legge 30 dicembre 2004, n. 311 dal Parlamento Italiano – fanno “effettivamente” parte 74 associazioni giovanili, tra cui: Acli, Agesci (l’associazione degli Scout), ArciGay, Azione Cattolica, Azione Giovani (recentemente confluita in Giovane Italia), Cgil Giovani, Croce Rossa, F.u.c.i. – Federazione Univ. Cattolica Italiana, la Gioventù Francescana, giovani ebrei e musulmani, i movimenti giovanili di Pd (ma c’è ancora quello della Margherita: anche), Idv, Partito Socialista, Ppe, Udc, Udeur, Verdi, Pli, Circoli di Dell’Utri (sic!), UdS e UdU (sindacati di rappresentanza studentesca ed universitaria, area centrosinistra, vicini alla stessa Cgil).

Ci sono anche i Forum regionali dei giovani Piemontesi, Campani e Lucani – obiezione spontanea: nel regolamento si chiarisce che le organizzazioni, per accedere al Forum, devono essere «presenti in almeno 5 regioni». Evidentemente i Forum piemontese, campano e lucano operano in franchising in altre quattro regioni dello Stivale, ed anche questa è una bella notizia. L’altra curiosità di cui non si può tacere è che trai membri del Forum, nella lista pubblicata sul sito, si ritrova lo stesso Forum. Il modello matrioska è ammesso dallo stesso statuto all’articolo 7 secondo cui possono associarsi «organismi e coordinamenti di organismi», ma, a sentire un membro del comitato, si tratterebbe di un errore del webmaster: «Anzi grazie per averlo fatto notare, ma considera che tra dieci giorni lanceremo il nuovo sito. Ammetto che questo qui sia poco funzionale». In alcuni casi, parrebbe che piccole associazioni siano state costituite al solo fine di permettere agli autoproclamatisi presidenti di entrare nel Forum Nazionale. È forse il caso del sedicente (giacché non ha mai partecipato ad alcuna competizione elettorale) movimento politico nazionale “Giovani Insieme”. Dal 2002, anno della fondazione, sembrerebbe aver prodotto un solo documento («un disegno di legge “per sostenere partecipazione, rappresentanza e attività dei giovani nella società”, che prevedeva tra l’altro la costituzione di un Consiglio Nazionale dei Giovani», come si legge sullo scarno sito). Proprio così: ha elaborato un atto con cui si invocava l’apertura del Forum ed ora ci è finito dentro: i sogni si avverano alle volte.

Il Forum ha reso disponibile in rete il proprio statuto adottato nel 2008 e modificato l’anno successivo. L’obiettivo cui lavorano ardentemente i ragazzi è la «costituzione di un Consiglio Nazionale della Gioventù e dei relativi Consigli regionali e locali, cioè di organi riconosciuti dal Governo e dalle Amministrazioni come parte sociale da consultare per le politiche che riguardano il mondo giovanile, dalla scuola al lavoro, dalla sanità all’ambiente, dall’Università allo sport». Vorrebbero dunque mettere in piedi un megaparlamentino generazionale attraverso cui contribuire alla vita politica del Paese; non è tuttavia chiaro il meccanismo elettivo: si tratterebbe in ogni caso di un organismo, a loro dire, «di secondo livello» ai cui lavori prenderebbero parte “grandi elettori” scelti in seno alle associazioni presenti sul territorio. Un contenitore di contenitori, a loro dire, ispirato al modello europeo ci cui sono ammiratori. All’articolo 11 della Carta Statutaria si legge che «Il Congresso nazionale si riunisce su convocazione del Consiglio Direttivo una volta ogni due anni, ed ogni qualvolta si renda necessario, per eleggere il Consiglio direttivo sulla base dei programmi che vengono illustrati dai candidati. È formato dai delegati di tutte le organizzazioni aderenti al Forum Nazionale dei Giovani nella misura di: 
a) 1 delegato per le organizzazioni che abbiano fino a 1.000 iscritti. 
b) 2 delegati per le organizzazioni fino a 10.000 iscritti. 
c) 3 delegati per le organizzazioni con più di 10.000 iscritti. Ogni delegato esprime un voto. Con votazioni a scrutinio segreto il Congresso nazionale elegge il Portavoce e il Consiglio direttivo».

Finora i congressi, se si esclude quello fondativo che ha espresso una cabina di regia temporanea, sono stati due: troverete spesso stesse facce nella storia del coordinamento. Oggi il portavoce è l’irpino Antonio de Napoli, già membro del vecchio comitato esecutivo (su WordPress.com il suo blog). De Napoli è nato nel 1984, racconta di «aver fondato con alcuni amici nel 2000 l’associazione Movimento Studenti Cattolici». Ricopre ruoli nel Forum da praticamente sei anni. Questione interessante sarebbe pure quella della rappresentatività: per entrare nel Forum occorre essere un’organizzazione con almeno 300 associati («fatta salva la possibilità del collegio dei garanti d’intesa con il direttivo, di accettare la richiesta d’iscrizione di organizzazioni che documentino almeno due anni di attività in favore dei giovani e delle politiche giovanili su scala nazionale»). Ovvio che sia impossibile certificare il numero di iscritti di un’associazione non riconosciuta ai sensi e per gli effetti degli articoli 36 e seguenti del Codice Civile. Come avviene per partiti e sindacati italiani (che hanno rinunciato alla registrazione richiamata in Costituzione – che avrebbe comportato controlli sul numero degli iscritti e sulla democraticità dell’organizzazione – per evitare, come direbbe Gino Giugni, «l’intromissione dello Stato nella vita interna del gruppo»), dunque, la rappresentatività sarebbe in questi casi “presunta”. Sulla fiducia, ed anche noi ne abbiamo tanta: proprio per questo abbiamo deciso di approfondire la loro conoscenza.

Su Twitter abbiamo scovato Carmelo Lentino, membro del consiglio direttivo presente all’incontro. Sul suo sito ne abbiamo letto la biografia: «Sono tra i fondatori del Forum Nazionale dei Giovani e, dal settembre 2005 all’aprile del 2009, sono stato Presidente della Commissione Affari Istituzionali. Nel Congresso dell’aprile 2009 sono stato eletto Consigliere nel Direttivo e mi sono state assegnate le deleghe alla Cultura, Turismo, Riforme e Attività Legislativa, oltre al Coordinamento dell’Ufficio di Tesoreria». Se controllate le proprietà del Pdf dello Statuto, scoprirete che il documento è uscito quasi certamente dal suo computer, con tanto di correzioni da revisionare in rosso (a pag. 2 si legge “partrimonio”). Linkiesta.it lo ha raggiunto telefonicamente: «Non ci piacciono le polemiche basate sul gossip, sono giornalista anch’o e vorrei chiarire che il nostro è un laboratorio di cittadinanza. Non siamo così presuntuosi da credere di rappresentare l’intera popolazione degli under 35, tuttavia siamo certi di rappresentare almeno iscritti ed associati alle organizzazioni che aderiscono al Forum. È per questo che si dice che le nostre voci sono sintesi di quelle di una platea di potenzialmente 4 milioni di giovani». Perfetto, anche Carmelo è membro del Forum da almeno sei anni, forse anche di più (considerato che ne è promotore, il progetto dev’essere stato concepito molto tempo prima e dunque si potrebbero computare anche i mesi della gestazione, ma per onestà vi rinunciamo). Gli è che in carica i membri del Forum ci restano mediamente sei anni (un anno in meno del presidente della Repubblica), fino del compimento del trantacinquesimo anno di età, benché – raggiunti i 31 – non ci si possa più candidare per una poltrona nel consiglio direttivo e menomale che la gioventù nel frattempo non sfiorisce del tutto.

Si tenga infatti conto che, in tutti questi anni, Carmelo ha anche avuto il tempo (verrebbe da dire: il coraggio, ma si scherza) di fare il “Segretario Regionale dei Popolari – Udeur in Trentino Alto Adige”, è stato “componente della Direzione Nazionale e del Consiglio Nazionale” (Carmelo è fortunatamente sopravvissuto all’estinzione del partito di mastelliana memoria, peraltro rifondato sotto altre insegne). «I due incontri cui il prof. Monti ci ha invitati hanno di fatto istituzionalizzato il ruolo del nostro Forum che esiste da anni, promuove campagne encomiabili come “GiùLeManiDaiBambini” ed altre ancora sulla salute e sul verde ma nessuno lo scrive». Verissimo, a questo link trovate dei report sulle diverse attività del Forum. «Siamo pur sempre un’organizzazione di secondo livello, ricordiamocelo. Ciononostante chi elabora le proposte è spesso un esperto della materia di cui tratta, vorremmo fare un salto di qualità però: partecipare anche alla fase della concertazione anziché essere convocati a cosa fatta. Questo abbiamo chiesto al Premier ed alla Ministra». Il Forum twitta: «Riteniamo che i contenuti siano molto più importanti di chi li porta», si augura di «poter esportare il proprio modo generazionale di vedere le cose», ma qualcuno ammette: «Il meccanismo di selezione dei vertici ovviamente non è perfetto, si potrebbe infatti migliorare, ma siamo certamente accreditati a parlare più noi dei responsabili giovanili di grosse organizzazioni che hanno da tempo superato la soglia dei quarant’anni d’età». Per carità, hanno ragione: è un vezzo tutto italiano quello di essere giovani con gli anni degli altri. Un vizio da correggere assieme ad un altro, ugualmente pernicioso, quello di dirsi presidenti di associazioni di cui si è quasi unico iscritto.

(c) www.Linkiesta.it  

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