Ti saluta romano, Iuri

Posted on 27 aprile 2010

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Così, a bruciapelo, sapete dove è nato Arlecchino, quello multicolor? I primi, carnascialeschi vagiti pare si siano uditi in quel di San Giovanni Bianco, paesello della bergamasca oggi caput mundi dello sputtanamento mediatico. Una maschera e cinquemila anime, o viceversa: fate voi. Il Comune è alle pezze, coerentemente coi suoi nobili figli. Il primo cittadino leghista e la risicatissima maggioranza hanno rassegnato le dimissioni ed ora si viaggia a vele spiegate verso il commissariamento. Dettagli, direte. Non fosse per la maschera d’acne che tormenta i sonni del sindaco Gerardo Pozzi, da poco in vacanza forzata per via di uno sfortunato ventenne nostalgico del Ventennio. Ebbene: Iuri Milesi, consigliere ripescato dopo una lunga serie di rinunce ed ultimo paletto a sostegno di una compagine che andava franando, l’ha fatta grossa.

I cronisti della testata Bergamonews.it, evidentemente indaffaratissimi, hanno «scovato» nel profilo facebook del ragazzotto un bel po’ di materiale fotografico che, al confronto, Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, è un tenero bricconcello. Spicca nel repertorio del giovane amministratore l’effigie in tenuta militaresca del medesimo che prorompe in un saluto cameratesco o l’assai credibile ritratto dello stesso in atto di mimare una pistolettata al suo fotografo. Sempre che non si tratti di autoscatto, cosa che non ridimensionerebbe i sentimenti arditi di Iuri, il nero: uno dei pochi leghisti che guardano a Roma con simpatia.

Fin qui i fatti, da qui in poi il parapiglia: la notizia (ghiotta in tempi di social networking) è rimbalzata fin sulle scrivanie dei redattori di ben più blasonati quotidiani. Con tanto di foto sfocata e dichiarazioni imbarazzatissime. I titoloni parlano di Foto online con il saluto romano. Così Facebook fa cadere la giunta”, corredati dal solito armamentario sufficiente a piantare un casino di quelli memorabili. Il giovinotto la pagherà, alla romana. Cioè metà lui, che nel frattempo ha cancellato il proprio profilo, metà l’amministrazione in libera uscita. In realtà, si apprende che le casse dell’ente locale fossero ineluttabilmente vuote e che i dissidi all’interno della maggioranza avessero di fatto paralizzato l’attività del sindaco padano. Il quale, dopo l’inusitata meraviglia per l’increscioso episodio di cui era protagonista il bravo fascioleghista, ha abbozzato: «Che dire? Preferisco quando i ragazzi alzano la mano per rispondere alle domande dei professori. Compreso quello di storia». Medievale, probabilmente.

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